I piedi gonfi con l’arrivo del caldo sono un disturbo piuttosto diffuso, dovuto perlopiù ad una dilatazione dei vasi sanguigni causata dalle alte temperature.Altri fattori, come uno stile di vita sedentario o un’alimentazione ricca di sodio, possono contribuire ad aumentare il rischio di comparsa del problema dei piedi gonfi in estate. Aggiungiamo che quello del gonfiore durante i mesi più caldi non è un disturbo che riguarda solo i piedi. Anche le gambe pesanti e gonfie sono una conseguenza della bella stagione e possono presentarsi per via della sedentarietà. Quando si tratta di piedi gonfi, caldo ed estate, la buona notizia è che le strategie da mettere in atto per prevenire o limitare il disturbo sono numerose: dalla diversificazione della propria dieta, al praticare attività sportiva, fino alla scelta delle scarpe più adatte alle nostre attività quotidiane.Prima di capire cosa fare per i piedi gonfi in estate, vediamo insieme perché i piedi si gonfiano con il caldo. Perché si gonfiano i piedi con il caldo? Con le temperature che si alzano e la bella stagione che incalza, ti potrebbe capitare di avvertire una sensazione di fastidio dovuta a piedi gonfi e doloranti. Quali sono le cause?Utilizzando un termine tecnico, si può parlare di edema per indicare il gonfiore di piedi e caviglie e la sua comparsa con l’aumento delle temperature è dovuta principalmente agli effetti che il caldo ha sui vasi sanguigni. Questi ultimi, rilassandosi, si dilatano facendo sì che i liquidi corporei ristagnino nei tessuti.Ci sono però altri fattori che contribuiscono a questo disturbo, come: un’alimentazione ricca di sodio; scarpe inadatte alle attività quotidiane, troppo strette o troppo larghe o realizzate con materiali poco traspiranti; fumare; sedentarietà; patologie pregresse come obesità o essere in sovrappeso. Inoltre, lavorare per lunghe ore in piedi o seduti, senza intervalli o pause, può contribuire all’insorgere di disturbi a carico della circolazione sanguigna e, di conseguenza, alla comparsa di gonfiore ai piedi.Anche gli sbalzi ormonali correlati a determinate condizioni fisiche, come la menopausa, il ciclo mestruale o la gravidanza, sono causa di gonfiore e intorpidimento degli arti inferiori, così come può essere un fattore di rischio il soffrire di insufficienza renale. Consigli per prevenire i piedi gonfi in estate Quando si tratta di prevenire il gonfiore dei piedi, soprattutto quando fa caldo, è importante ricordarsi che i fattori di rischio per la comparsa del disturbo spesso sono legati a cattive abitudini quotidiane, come accavallare le gambe quando si è seduti, indossare scarpe scomode, della misura sbagliata o con i tacchi troppo alti o troppo bassi, ma anche indossare abiti troppo stretti, bere troppo poco rispetto a quelle che sono le reali necessità del nostro fisico, così come fumare e bere troppi caffè. Tutte queste abitudini possono aumentare la ritenzione idrica, una delle responsabili del gonfiore di piedi, caviglie e gambe. Dal momento poi che la ritenzione è anche correlata alla quantità di sale presente nella nostra alimentazione quotidiana, è consigliabile diminuire i livelli di sodio nelle ricette di tutti i giorni.Considerando l’impatto che questi comportamenti hanno sul possibile presentarsi del gonfiore dei piedi, modificare le nostre abitudini è il primo passo per prevenire il disturbo. In particolare, seguire un’alimentazione sana e praticare attività fisica è molto importante per prevenire il problema dei piedi gonfi in estate.Se per diversi motivi, anche lavorativi, ti trovi a dover rimanere molte ore seduto, quando possibile cerca di alzarti e sgranchire le gambe facendo due passi: ti aiuterà a rilassare le gambe e i piedi, ma anche la mente! Cosa fare per i piedi gonfi in estate Se si presenta il disturbo, fra i rimedi per trattare il gonfiore dei piedi con il caldo ecco alcuni accorgimenti che ti aiuteranno a tenere sotto controllo e trovare sollievo dal fastidio:Quando sei a casa, fai riposare i piedi, cercando di alzarli sollevando le gambe con un cuscino;A fine giornata, massaggia i piedi e le gambe con creme apposite;Nonostante le alte temperature, cerca di mantenere una vita attiva, alternando momenti di riposo a lunghe camminate; Anche se è estate, puoi indossare i collant a compressione graduata: questi collant sono in grado di riattivare il microcircolo e contribuiscono a prevenire il gonfiore alle gambe; Indossa solette in gel e talloniere, indicate per supportare l'arco plantare ed evitare lo stress del piede dovuto agli urti a cui viene sottoposto quando si cammina (o si pratica attività sportiva); Limita l’esposizione al sole, soprattutto se soffri di infiammazioni di tipo flebitico; Laddove possibile, è indicato camminare in acqua e nuotare, in modo da drenare i liquidi in eccesso ancor più efficacemente; Ricordati di bere almeno un litro e mezzo o due litri d’acqua al giorno, per eliminare le tossine presenti nel nostro fisico. Qualora il gonfiore dovesse persistere, ti consigliamo di rivolgerti ad un medico che ti potrà indicare il tipo di terapia più indicato. Consigli su come sgonfiare i piedi Ora che hai individuato le cause dei piedi gonfi (in estate e non solo), se ti stai chiedendo come sgonfiare i piedi, puoi limitare il disturbo adottando alcuni rimedi: limita l’apporto di sale proveniente dalla tua dieta; mantieni una corretta idratazione durante il corso della giornata; pratica attività sportiva in modo regolare o cammina per circa 30 minuti tutti i giorni; fai dei pediluvi con passaggi dall’acqua calda all’acqua fredda almeno una volta ogni due settimane; indossa apposite solette all’interno delle tue calzature, per dotarti di tutto il supporto di cui le tue gambe e i tuoi piedi gonfi hanno bisogno.
I piedi gonfi con l’arrivo del caldo sono un disturbo piuttosto diffuso, dovuto perlopiù ad una dilatazione dei vasi sanguigni causata dalle alte temperature.Altri fattori, come uno stile di vita sedentario o un’alimentazione ricca di sodio, possono contribuire ad aumentare il rischio di comparsa del problema dei piedi gonfi in estate. Aggiungiamo che quello del gonfiore durante i mesi più caldi non è un disturbo che riguarda solo i piedi. Anche le gambe pesanti e gonfie sono una conseguenza della bella stagione e possono presentarsi per via della sedentarietà. Quando si tratta di piedi gonfi, caldo ed estate, la buona notizia è che le strategie da mettere in atto per prevenire o limitare il disturbo sono numerose: dalla diversificazione della propria dieta, al praticare attività sportiva, fino alla scelta delle scarpe più adatte alle nostre attività quotidiane.Prima di capire cosa fare per i piedi gonfi in estate, vediamo insieme perché i piedi si gonfiano con il caldo. Perché si gonfiano i piedi con il caldo? Con le temperature che si alzano e la bella stagione che incalza, ti potrebbe capitare di avvertire una sensazione di fastidio dovuta a piedi gonfi e doloranti. Quali sono le cause?Utilizzando un termine tecnico, si può parlare di edema per indicare il gonfiore di piedi e caviglie e la sua comparsa con l’aumento delle temperature è dovuta principalmente agli effetti che il caldo ha sui vasi sanguigni. Questi ultimi, rilassandosi, si dilatano facendo sì che i liquidi corporei ristagnino nei tessuti.Ci sono però altri fattori che contribuiscono a questo disturbo, come: un’alimentazione ricca di sodio; scarpe inadatte alle attività quotidiane, troppo strette o troppo larghe o realizzate con materiali poco traspiranti; fumare; sedentarietà; patologie pregresse come obesità o essere in sovrappeso. Inoltre, lavorare per lunghe ore in piedi o seduti, senza intervalli o pause, può contribuire all’insorgere di disturbi a carico della circolazione sanguigna e, di conseguenza, alla comparsa di gonfiore ai piedi.Anche gli sbalzi ormonali correlati a determinate condizioni fisiche, come la menopausa, il ciclo mestruale o la gravidanza, sono causa di gonfiore e intorpidimento degli arti inferiori, così come può essere un fattore di rischio il soffrire di insufficienza renale. Consigli per prevenire i piedi gonfi in estate Quando si tratta di prevenire il gonfiore dei piedi, soprattutto quando fa caldo, è importante ricordarsi che i fattori di rischio per la comparsa del disturbo spesso sono legati a cattive abitudini quotidiane, come accavallare le gambe quando si è seduti, indossare scarpe scomode, della misura sbagliata o con i tacchi troppo alti o troppo bassi, ma anche indossare abiti troppo stretti, bere troppo poco rispetto a quelle che sono le reali necessità del nostro fisico, così come fumare e bere troppi caffè. Tutte queste abitudini possono aumentare la ritenzione idrica, una delle responsabili del gonfiore di piedi, caviglie e gambe. Dal momento poi che la ritenzione è anche correlata alla quantità di sale presente nella nostra alimentazione quotidiana, è consigliabile diminuire i livelli di sodio nelle ricette di tutti i giorni.Considerando l’impatto che questi comportamenti hanno sul possibile presentarsi del gonfiore dei piedi, modificare le nostre abitudini è il primo passo per prevenire il disturbo. In particolare, seguire un’alimentazione sana e praticare attività fisica è molto importante per prevenire il problema dei piedi gonfi in estate.Se per diversi motivi, anche lavorativi, ti trovi a dover rimanere molte ore seduto, quando possibile cerca di alzarti e sgranchire le gambe facendo due passi: ti aiuterà a rilassare le gambe e i piedi, ma anche la mente! Cosa fare per i piedi gonfi in estate Se si presenta il disturbo, fra i rimedi per trattare il gonfiore dei piedi con il caldo ecco alcuni accorgimenti che ti aiuteranno a tenere sotto controllo e trovare sollievo dal fastidio:Quando sei a casa, fai riposare i piedi, cercando di alzarli sollevando le gambe con un cuscino;A fine giornata, massaggia i piedi e le gambe con creme apposite;Nonostante le alte temperature, cerca di mantenere una vita attiva, alternando momenti di riposo a lunghe camminate; Anche se è estate, puoi indossare i collant a compressione graduata: questi collant sono in grado di riattivare il microcircolo e contribuiscono a prevenire il gonfiore alle gambe; Indossa solette in gel e talloniere, indicate per supportare l'arco plantare ed evitare lo stress del piede dovuto agli urti a cui viene sottoposto quando si cammina (o si pratica attività sportiva); Limita l’esposizione al sole, soprattutto se soffri di infiammazioni di tipo flebitico; Laddove possibile, è indicato camminare in acqua e nuotare, in modo da drenare i liquidi in eccesso ancor più efficacemente; Ricordati di bere almeno un litro e mezzo o due litri d’acqua al giorno, per eliminare le tossine presenti nel nostro fisico. Qualora il gonfiore dovesse persistere, ti consigliamo di rivolgerti ad un medico che ti potrà indicare il tipo di terapia più indicato. Consigli su come sgonfiare i piedi Ora che hai individuato le cause dei piedi gonfi (in estate e non solo), se ti stai chiedendo come sgonfiare i piedi, puoi limitare il disturbo adottando alcuni rimedi: limita l’apporto di sale proveniente dalla tua dieta; mantieni una corretta idratazione durante il corso della giornata; pratica attività sportiva in modo regolare o cammina per circa 30 minuti tutti i giorni; fai dei pediluvi con passaggi dall’acqua calda all’acqua fredda almeno una volta ogni due settimane; indossa apposite solette all’interno delle tue calzature, per dotarti di tutto il supporto di cui le tue gambe e i tuoi piedi gonfi hanno bisogno.
La cellulite è un disturbo molto diffuso, in particolare nelle donne: secondo le statistiche, almeno 9 donne su 10 soffrono di cellulite già a partire dall’adolescenza, su aree del corpo più o meno estese ma solitamente circoscritte a gambe e glutei. Se sei alla ricerca di consigli per combattere la cellulite e ti stai chiedendo se i collant a compressione siano una valida alternativa, sei nel posto giusto! Continua a leggere per saperne di più sul rapporto fra calze a compressione graduata e cellulite, in che modo questi supporti possono ridurre il disturbo e i benefici del loro utilizzo. Le cause della cellulite La cellulite si presenta come un’alterazione dell’aspetto della pelle a buccia d’arancia e sebbene venga solitamente considerata un fastidioso inestetismo, in realtà dovrebbe essere tenuta sotto controllo poiché rappresenta una vera e propria patologia. Si tratta infatti di un’infiammazione del tessuto adiposo sottocutaneo che nei casi più gravi potrebbe arrivare ad alterare la circolazione venosa o linfatica e a cui potrebbero accompagnarsi anche un senso di gonfiore e pesantezza delle gambe. Sebbene le cause della cellulite siano diverse e spesso concomitanti, ci sono alcuni fattori, come lo stile di vita, i geni e l'età, che possono incidere sulla comparsa di questo disturbo, come anche soffrire di alcune patologie o disturbi a carico del sistema circolatorio, linfatico o ormonale. Anche un’alimentazione sbilanciata svolge un ruolo nell’insorgere della cellulite, così come un’idratazione insufficiente, fumo, alcolici e stress. Ricapitolando, le cause della cellulite, per quanto numerose, si possono perlopiù ricondurre a queste motivazioni: predisposizione genetica ereditaria; soffrire di obesità o essere in sovrappeso; soffrire di ritenzione idrica; soffrire di squilibri ormonali; soffrire di problemi circolatori e del sistema linfatico; soffrire di disturbi posturali; eccessiva fatica psichica e stile di vita frenetico; fumo e consumo di alcolici; alimentazione sbagliata; disidratazione. Calze a compressione graduata e cellulite: i benefici Tra i rimedi che si possono adottare contro la cellulite, uno dei più comuni è quello che prevede la terapia compressiva tramite l’utilizzo di calze a compressione graduata. Le calze a compressione graduata per la cellulite offrono un supporto in quanto stimolano la circolazione sanguigna lungo l’intera gamba, combattono il ristagno di liquidi e donano un senso di leggerezza delle gambe. Questo tipo di collant è indicato anche per chi rimane in piedi a lungo o svolge sport particolarmente intensi. Inoltre, può avere dei benefici anche per le donne in gravidanza, le quali potrebbero incorrere nella comparsa di edemi a gambe e caviglie (leggi anche il nostro approfondimento sulle calze a compressione graduata in gravidanza). Altri rimedi per la cellulite Come abbiamo visto, le cause della cellulite possono legarsi a fattori interni, come il soffrire di patologie del sistema circolatorio o linfatico, o esterni (come seguire un regime alimentare poco salutare). Mentre nel caso delle patologie il consiglio è naturalmente quello di rivolgerti ad un medico specialista per capire la giusta terapia da intraprendere, per lo stile di vita puoi sicuramente adottare dei piccoli accorgimenti quotidiani che potrebbero aiutarti a prevenire la comparsa della cellulite. Oltre a seguire un’alimentazione bilanciata e fare una vita attiva, è consigliabile ad esempio evitare di indossare abiti troppo stretti o scarpe troppo alte, eliminare il fumo e ridurre il consumo di caffè e alcolici. Anche utilizzare creme apposite e sottoporsi a massaggi drenanti può avere un effetto positivo sul tono generale della pelle, così come bere tisane depurative a base di finocchio, tarassaco o mirtillo. In alcuni casi, sotto controllo medico, potrebbero essere assunti anche medicinali e integratori volti a limitare il ristagno dei liquidi e a diminuire il gonfiore delle gambe.
Molto frequenti in età infantile e non meno diffusi in età adulta, ginocchio varo e ginocchio valgo rappresentano due disturbi che interessano la stessa parte del corpo ma possono avere sintomatologie e cause differenti. Con ginocchio varo si intende una deformazione anatomica che interessa gli arti inferiori a causa della quale le ginocchia tendono a puntare l’una in direzione opposta all’altra, assumendo una tipica forma arcuata (tanto che uno dei nomi con cui si è soliti riferirsi a questo disturbo è proprio “ginocchia ad arco”). Contrariamente al ginocchio varo, il ginocchio valgo è una deformità degli arti inferiori che vede le ginocchia tendere verso l’interno, l’una contro l’altra, andando ad assumere una posizione tipicamente a forma di X. Si tratta di un disturbo che si manifesta di frequente in particolare nelle donne a causa della peculiare conformazione del bacino. In entrambi i casi si è in presenza di un disallineamento tra femore e tibie e per entrambi i disturbi, a seconda della severità, esistono diverse forme di varismo e valgismo: quelle più lievi sono generalmente prive di particolari complicanze, mentre le forme più gravi nel tempo possono avere delle ripercussioni che potrebbero comportare a seconda dei casi problemi nella deambulazione, disturbi ai legamenti del ginocchio, ridotta mobilità articolare e dolori muscolari. Quali sono le cause di varismo e valgismo? Le cause del ginocchio varo possono essere disparate. Oltre alla predisposizione genetica, può avere un ruolo nella comparsa del disturbo anche il soffrire di particolari condizioni fisiche come il rachitismo, la malattia di Blount o le malattie metaboliche delle ossa che potrebbero comportare un’alterazione dello sviluppo scheletrico. Il ginocchio varo potrebbe inoltre comparire anche a seguito di eventi traumatici come fratture del femore o della tibia. Non di rado il varismo si presenta nell’infanzia, ma si tratta di un disturbo che generalmente tende a rientrare in modo spontaneo al crescere del bambino (nei primi anni di età). Per questo motivo, se il problema persiste nel tempo è bene rivolgersi un medico per verificare che non si tratti di un sintomo di altre patologie, come appunto rachitismo o malattia di Blount. Le cause del ginocchio valgo, oltre anche in questo caso alla predisposizione genetica, possono essere riconducibili, fra le altre, alla larghezza del bacino, alle alterazioni nel funzionamento dei muscoli di anca, coscia o ginocchio, problematiche al femore o alla tibia, disturbi posturali o dell’arco plantare. Ginocchio varo e valgo: i sintomi Proprio per via della tipica forma ad arco o a X che consegue a ginocchio varo e valgo, la diagnosi di varismo e valgismo solitamente si basa sull’osservazione dell’aspetto degli arti inferiori, che costituisce il sintomo principale di questi disturbi. A questo potrebbero accompagnarsene poi anche degli altri, come ad esempio: Difficoltà nella deambulazione Dolori o gonfiori articolari/muscolari Senso di pesantezza e stanchezza agli arti inferiori Rigidità articolare Zoppia Quali sono le conseguenze del varismo e del valgismo? Se è vero che ginocchio varo e valgo rappresentano disturbi tipici dell’età pediatrica e soggetti a una normalizzazione fisiologica col crescere del bambino, e che inoltre nella maggior parte dei casi, anche in età adulta, non comportano sintomatologie particolari, è d’altra parte vero che se trascurati nel tempo potrebbero dare origine ad altre patologie del ginocchio e sviluppare problematiche a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Per via di un’eccessiva sollecitazione delle ginocchia o dell’arco plantare, si potrebbe incorrere in disturbi nella deambulazione, una ridotta mobilità del ginocchio, lesioni dei legamenti, meniscopatie, deformità ossee, dolore alle ginocchia. In entrambi i casi si possono sviluppare delle conseguenze a carico di altre parti del corpo, come dolori alla schiena, lombalgia e dolore lombare, dolori cervicali. I rimedi per il ginocchio varo e valgo Se sei alla ricerca di una soluzione, ricordati che il primo passo da intraprendere è quello di chiedere consulto a un medico specialista. A seconda della severità di varismo e valgismo, le strategie terapeutiche possono essere diverse, fino ad arrivare all’operazione chirurgica. Solitamente si tende ad adottare delle strategie conservative, per ricorrere alla chirurgia solo nei casi più gravi. Fra i rimedi per la correzione di questi disturbi alle ginocchia compaiono esercizi di fisioterapia, somministrazione di antinfiammatori e ginnastica posturale. Inoltre, esistono dei supporti plantari che aiutando a distribuire il peso corporeo lungo l’arco del piede, evitando un sovraffaticamento del piede e delle ginocchia che si potrebbe verificare per compensazione del disturbo. In questo caso si tratta di plantari specifici, ergonomici e flessibili, studiati appositamente per donare sollievo a piedi e ginocchia, da indossare con scarpe di buona fattura per supportare in modo congiunto la camminata, e di conseguenza la schiena e le ginocchia per una migliore postura. I plantari vengono appositamente realizzati per alleviare i dolori contornando il piede e distribuendo uniformemente il peso corporeo riducendo la pressione sulla pianta del piede. Inoltre, stabilizzando l’andatura sostenendo adeguatamente il piede.
“Quali sono i sintomi della tallonite?”, “Se sento dolore ai talloni quando cammino, ho la tallonite?” Se stai cercando risposte a queste domande, sei nel posto giusto! Quando si avverte dolore al tallone mentre si cammina, oppure anche solo nel momento in cui si appoggia il piede a terra, è il momento di interrogarsi sulla salute del proprio piede. La tallonite può essere causata da una postura scorretta, dall’uso di scarpe sbagliate o da una distribuzione errata del peso corporeo sui piedi. Scopri con l’Esperto del Piede tutto ciò che c’è da sapere sulla tallonite, come riconoscerne i sintomi e quali sono i rimedi più efficaci da mettere in pratica per contrastare il disturbo. Cos'è la tallonite? C’è differenza fra tallonite e fascite plantare? La tallonite è un’infiammazione che coinvolge il tallone, ossia la parte posteriore del piede, dove si trova il calcagno. Se ti stai chiedendo “soffro di tallonite o fascite plantare”, la risposta è che in realtà le due infiammazioni sono collegate. La tallonite è una condizione dolorosa che si può manifestare a seguito di stress o di una pressione prolungata sul tallone: l’impatto del piede con il suolo, soprattutto quando il peso corporeo non è equamente distribuito, come nel caso di piedi piatti e piedi cavi, può nel tempo dare origine a forti disturbi come dolore acuto al tallone. Si tratta di una condizione dolorosa del tallone piuttosto comune, in particolare fra gli sportivi per via dell’eccessivo sforzo cui sottopongono il piede e potrebbe essere sintomatica della presenza di una condizione patologica come la fascite plantare, anche questa fra le possibili cause di dolore al tallone. Parliamo di fascite plantare in caso di infiammazione della fascia di tessuto fibroso che collega il calcagno alle dita del piede e che svolge un ruolo primario di sostegno dell’arco plantare e ammortizzazione degli urti durante la camminata. Quali sono i sintomi della tallonite? A questo punto è lecito chiedersi: la tallonite come si manifesta? I sintomi della tallonite sono legati alla parte posteriore del piede: si possono manifestare sotto forma di dolore al tallone dopo una corsa, oppure semplicemente anche dopo una camminata prolungata. Ma non solo: il dolore si può presentare anche appena svegli o dopo essere stati a lungo seduti o fermi nella stessa posizione. Il dolore al tallone può essere molto intenso, tanto da essere percepito come una scossa o una spina nel calcagno. Nel caso della fascite plantare, poiché la fascia di tessuto connettivo che collega il calcagno fino alle dita dei piedi risulta danneggiata, il dolore può concentrarsi nella zona del tallone e dare luogo a una tallonite, o anche estendersi a tutto l’arco plantare, ampliando così l’area interessata dall’infiammazione. La differenza tra tendinite achillea e tallonite Conosciamo tutti il famoso tallone d’Achille, espressione tratta dalla mitologia greca per indicare genericamente un “punto debole”, e può capitare a proposito di mal di piedi di sentir parlare di “dolore al tallone d’Achille” o “tendinite al tallone di Achille”, ma non sono espressioni propriamente corrette. Nel caso delle patologie del piede parliamo di tendinite achillea, ovvero un’infiammazione del tendine d’Achille che può causare dolore al tallone. Il tendine d’Achille rappresenta la fascia fibrosa presente sulla parte posteriore della gamba che congiunge il polpaccio all’osso del calcagno e il dolore al tallone può essere una conseguenza dell’infiammazione di questo tendine. Questa tendinite però si distingue dalla tallonite, che invece si riferisce all'infiammazione che interessa esclusivamente la zona del tallone. Esiste quindi una differenza tra tallonite e tendinite achillea, sia per quanto riguarda la zona colpita, che per sintomatologia e cause scatenanti. Il dolore al tendine d’Achille si manifesta non solo come dolore al tallone, ma il fastidio si estende anche alla gamba, dal momento che il tendine si allunga sul polpaccio, e la gamba può arrivare a presentare anche del rossore e bruciore per via dell’infiammazione in atto. La tendinite achillea è causata per lo più da lesioni o microtraumi, che possono essere più o meno ripetuti come nel caso della corsa: sforzi eccessivi possono infatti sollecitare troppo il tendine fino a causarne un’infiammazione. I rimedi per alleviare il dolore al tendine d’Achille comportano riposo, impacchi di ghiaccio e, in casi più estremi, l’uso di antinfiammatori. Nella situazione in cui il tendine d’Achille fosse rotto allora risulterebbe necessario intervenire con un’operazione chirurgica. Dolore al tallone e tallonite: le cause del disturbo Il dolore al tallone può avere molteplici cause ed essere influenzato da diversi fattori. In pimo luogo, la tallonite può essere congenita oppure avere un’eziologia metabolica o neurologica. Il sovrappeso è sicuramente da considerare come uno dei fattori più determinanti, dal momento che i piedi sono costretti a subire un carico giornaliero troppo pesante. Anche lo stress cui i piedi sono sottoposti durante la corsa o una camminata prolungata può incidere sulla comparsa del dolore. Se sei uno sportivo, potrebbe esserti capitato di aver sentito dolore ad un tallone dopo una corsa o addirittura durante la corsa, proprio mentre ti stavi allenando. Gli urti continui e prolungati che il piede subisce possono infatti creare un’infiammazione della zona sollecitata. Un’altra causa legata a questo disturbo è riconducibile alle scarpe che si indossano: potrebbero non essere adatte al piede o risultare scomode, soprattutto se si tratta di scarpe con il tacco, compromettendo una corretta postura. Una postura non corretta, infatti, può incidere sulla distribuzione del peso corporeo sul piede e, viceversa, il dolore al tallone può comportare un’alterazione della postura per trovare un compenso e un modo di aggirare il dolore, con conseguenze e danni possibili a livello muscolo-scheletrico. Infine, un ulteriore fattore di rischio per la comparsa della tallonite è la presenza di artrosi, l’usura della cartilagine articolare che rende le articolazioni più inclini all’infiammazione. I rimedi per la tallonite: cosa fare? Tra i rimedi per la tallonite più efficaci rientrano riposo e impacchi di ghiaccio, fino ad arrivare all’assunzione di farmaci antidolorifici o antinfiammatori, a seconda dell’importanza del dolore e dell’infiammazione. Oltre a questi, è possibile prevenire o trovare un sollievo dal dolore al tallone, anche nel caso in cui sia originato dalla tendinite achillea, con un rimedio non invasivo, che potremmo definire a lungo termine: l’utilizzo di plantari ad hoc per il tallone. Si tratta di plantari progettati appositamente per alleviare il dolore al tallone per assorbire gli urti e ridurre lo stress su tendini e legamenti. Un rialzo plantare in particolare fa sì che il tallone si trovi in posizione sollevata, per diminuire la pressione su tendini e legamenti, e che sia sottoposto a uno stress inferiore per via dell’effetto ammortizzante dei plantari. Molti di questi plantari si adattano spesso a diversi tipi di scarpe: ballerine, tacchi, scarpe da ginnastica, stivali, stivaletti, scarponcini e anfibi... Considera che il tuo piede potrebbe non abituarsi subito alle proprietà strutturali del plantare e potrebbe essere necessario indossarli di giorno in giorno per un numero sempre maggiore di ore prima di trovarli confortevoli, oppure, se non riesci a tollerarli facilmente, potrebbe essere utile interromperne l’utilizzo per un breve periodo. Questi plantari si acquistano in farmacia, per cui in caso di dubbi particolari sul loro utilizzo o in caso volessi più informazioni per capire se sono adatti alla tua condizione, puoi chiedere consiglio anche al farmacista. Cosa fare per la tallonite se non passa? In casi critici è assolutamente consigliabile rivolgersi ad un medico per risalire alla causa scatenante del dolore e applicare la cura più efficace per risolvere il problema.
I calli, o ipercheratosi cutanee, sono aree di pelle ispessita e indurita, che si sviluppano quando la cute cerca di proteggersi dall’attrito e dalla pressione.Esistono diversi tipi di calli che tendono a insorgere sulle dita di mani o piedi e si differenziano per caratteristiche e dimensioni.Questi ispessimenti possono essere duri, molli, più o meno profondi e possono dipendere da cause diverse, come lo sfregamento e la compressione dovuto a calzature strette o non adatte alla conformazione del piede, oppure dalla presenza di altre patologie o condizioni anatomiche del piede.Se non trattati adeguatamente, i calli potrebbero dar luogo a problemi di deambulazione e postura, potrebbero infiammarsi o addirittura lacerarsi provocando dolore acuto e problematiche correlate disabilitanti per le attività quotidiane.Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per prevenire la loro comparsa, come ad esempio: non utilizzare calzature scomode o inadeguate alle attività che svolgi normalmente, per evitare di comprimere alcune aree del piede e provocare così sfregamenti dolorosi; indossare sempre le scarpe con delle calze, per proteggere la pelle; quando necessario, ad esempio per lavoro o durante i lavori in casa o in giardino, ricordarsi di usare sempre delle protezioni come scarpe antinfortunistiche o guanti imbottiti. In questo approfondimento ti spieghiamo le differenze fra i diversi tipi di calli e come riconoscerli. Calli, duroni e occhi di pernice Una prima distinzione relativa ai tipi di calli riguarda la differenza tra calli, duroni e occhi di pernice.Il callo si presenta tendenzialmente come un’area di cute indurita, in genere è di forma tondeggiante, dal colorito giallastro rispetto alla pelle circostante e si presenta solitamente in corrispondenza dei palmi delle mani, delle piante dei piedi oppure di sporgenze ossee (come il calcagno). Il durone tende a coprire un’area più estesa rispetto al callo, con un’area di cute centrale più secca e rigida, nella maggior parte dei casi si presenta sull’avampiede, tra le dita dei piedi o sul dorso delle dita e si accompagna a una sensazione di bruciore. L’occhio di pernice (o tiloma) è la formazione di un ispessimento cutaneo della pelle dei piedi, caratterizzato da forma rotonda e circoscritto in uno specifico punto del piede, spesso tra le dita. Rispetto a un callo, il tiloma si presenta solo sui piedi e si estende più in profondità e per questo motivo, nonostante le dimensioni ridotte, risulta particolarmente doloroso e può causare l’arrossamento dell’area circostante. Callo o durone al piede: come riconoscerli Quando si tratta di ispessimenti cutanei, una delle domande più frequenti è: “ma è un callo o un durone?”Per capire se si tratta dell’uno o dell’altro, dovresti basarti sull’aspetto e sulla zona in cui la tua pelle risulta indurita.I duroni sono delle aree ispessite della pelle, generalmente di consistenza dura e di forma rotonda, che tendono a comparire soprattutto sulla superficie superiore delle dita del piede, sull’avampiede e sul retro del tallone.I calli sono generalmente ispessimenti più ridotti e superficiali che insorgono sui palmi delle mani o sulle piante dei piedi.I primi possono accompagnarsi a una sensazione di bruciore, mentre solitamente i secondi, a meno che non siano sottoposti a pressione, non tendono a causare particolari fastidi.Calli e duroni sono spesso causati da attrito, sfregamento e pressione, in particolare dovuti a calzature strette o inadatte. Calli duri e calli molli Calli duri e calli molli solitamente si distinguono non solo per via della consistenza (quelli molli hanno una consistenza morbida e spugnosa) ma anche della localizzazione dell’ispessimento.I calli duri in genere tendono a svilupparsi sopra la superficie delle dita dei piedi oppure sul lato esterno o sulla pianta del piede, mentre i calli molli tendono a formarsi negli spazi fra le dita dei piedi. Calli con radici profonde: i tilomi Quando il piede viene sottoposto a pressioni continue, come nel caso in cui vengano usate scarpe inadeguate, la sua pelle per proteggersi potrebbe reagire formando degli ispessimenti profondi che possono provocare una sensazione di dolore anche molto forte.Quando si tratta di calli con radici profonde, si parla di tilomi, ovvero un’area di ipercheratosi cutanea con una superficie molto circoscritta, spesso in uno specifico punto del piede, ma estesa in profondità, tanto da arrivare a toccare in alcuni casi le terminazioni nervose del piede e richiedere il consulto con un medico specialista per la rimozione. Callo o verruca: come riconoscerli Soprattutto nel caso dei tilomi, è possibile una confusione con le verruche in quanto in entrambi i casi è presente una condizione di ipercheratosi circoscritta, a cui può accompagnarsi una sensazione di dolore alla pressione. Come distinguere allora tilomie verruche per trattarli correttamente?La verruca è un’infezione virale che può comparire in diverse aree del corpo, non dipende da pressione o sfregamento ed è causata dalPapilloma Virus umano (HPV).Le verruche plantari sono solitamente piccole, tendono a presentarsi sulla pianta del piede e spesso sono caratterizzate dalla presenza di puntini scuri al loro interno.Le cause più comuni delle verruche plantari sono: camminare a piedi nudi vicino a una piscina; camminare a piedi nudi negli spogliatoi; condividere le scarpe con altre persone. Consulta uno specialista qualora non riuscissi a capire se ti trovi di fronte a un callo o a una verruca, così da evitare di aggravare una possibile infezione e adottare il trattamento giusto a seconda della problematica. Come trattare i calli ai piedi Quali sono i rimedi per i calli ai piedi e come trattarli? Esistono diversi prodotti per il trattamento, la rimozione e il sollievo dal dolore causato dai calli, come cuscinetti e cerotti da applicare sulle aree dolenti, prodotti esfolianti, la pietra pomice o creme per ammorbidire la pelle indurita. Inoltre, eseguire un pediluvio, prendersi periodicamente cura dei propri piedi attraverso una corretta beauty routine, indossare scarpe adeguate o supporti ad hoc per il comfort dei piedi, può aiutare a prevenire la formazione dei calli.Per la loro rimozione a seconda dei casi è possibile procedere in autonomia oppure col supporto di uno specialista. Ad ogni modo, ti consigliamo di consultarti sempre con un medico così da individuare la soluzione migliore per le tue esigenze.
Quando si parla di cattivo odore dei piedi - il cui termine più propriamente scientifico è bromidrosi plantare - ci si riferisce generalmente a una fastidiosa quanto spesso imbarazzante problematica causata da una produzione sovrabbondante di sudore a cui si accompagna una sgradevole puzza dei piedi.Ciò dipende solitamente dal fatto che poiché la zona plantare è ricca di ghiandole sudoripare e per questo incline a creare un ambiente favorevole allo sviluppo dei batteri, durante la giornata si possono accumulare nelle scarpe o nei calzini appunto batteri che possono causare un odore sgradevole.Se poi hai notato che in alcuni periodi questo problema si accentua diventando più difficoltoso da gestire, è possibile che stia attraversando un momento di stress o di cambiamenti ormonali, poiché come vedremo tali fattori concorrono all’insorgere di questa condizione.Anche l’assunzione di determinati medicinali per un lungo lasso di tempo potrebbe incidere sul peggioramento del cattivo odore dei piedi, così come non riuscire a mantenere una corretta igiene dei piedi e delle scarpe.Scopri con l’Esperto del Piede da cosa dipende e cosa fare per limitare la sudorazione dei piedi ed evitare così situazioni imbarazzanti dovute alla puzza dei piedi. Perché i piedi sudano? L’eccessiva sudorazione dei piedi, unita alla proliferazione di batteri e di funghi che danno vita a escoriazioni, micosi e altre patologie, potrebbe provocare disagio soprattutto nei periodi estivi. A ciò aggiungiamo che un’eccessiva sudorazione non è solo questione di cattivo odore, poiché avere i piedi sudati per periodi di tempo prolungati potrebbe comportare anche un’irritazione della pelle oppure essere a sua volta sintomo di altre patologie più gravi.Se ti stai chiedendo “perché mi sudano i piedi” e stai cercando dei rimedi per poter risolvere il problema del cattivo odore, è bene inquadrare innanzitutto perché i piedi sudano.Vediamo quindi quali sono alcuni fattori che incidono sul sudore e dunque sul cattivo odore dei piedi: Fattori esterni: portare calzini e scarpe troppo pesanti e poco traspiranti, in quanto tale situazione non permette una corretta aerazione del piede; Fattori ormonali: subire sbalzi ormonali importanti, poiché ciò potrebbe alterare il nostro equilibrio psicofisico; Fattori emotivi: vivere situazioni di particolare ansia o nervosismo, in quanto ciò potrebbe aumentare la sudorazione dei piedi; Fattori patologici: anche la presenza di altre patologie, come obesità e ipertiroidismo, potrebbe aggravare la condizione di sudorazione dei piedi e di conseguenza la problematica del cattivo odore, così come la presenza di micosi come il piede d’atleta. Una volta individuate le possibili cause di un’eccessiva sudorazione, passiamo ora ai possibili rimedi per eliminare la fastidiosa puzza dei piedi. Quali sono i rimedi per il cattivo odore dei piedi? Tra i diversi rimedi per il cattivo odore dei piedi, il primo e principale resta l’igiene personale.Lavarsi almeno una volta al giorno e fare particolare attenzione alla pianta e alle dita dei piedi è il primo step verso l’eliminazione di questo problema. Oltre a questo, prima di indossare calzini (possibilmente di cotone) e scarpe (meglio se realizzate con materiali traspiranti), asciuga sempre bene i piedi dopo averli lavati, in quanto l’umidità tende a favorire la proliferazione dei batteri.Inoltre, dopo la doccia non dimenticare di utilizzare uno spray apposito che possa neutralizzare gli odori con un’azione a effetto prolungato.Anche fare pediluvi con il bicarbonato può essere d’aiuto nella prevenzione di odori spiacevoli, così come spruzzare scarpe e solette con polveri o spray deodoranti realizzati ad hoc. Da cosa dipende il cattivo odore delle scarpe? Quando si parla di piedi o scarpe maleodoranti, probabilmente il primo pensiero va a chi fa molta attività fisica e porta scarpe da ginnastica durante intense attività sportive. In realtà, il cattivo odore delle scarpe è un problema che si verifica con tantissimi tipi di calzature diverse.I piedi sono infatti dotati di circa 250.000 ghiandole sudoripare che producono un’abbondante quantità di sudore al giorno, che a sua volta tende così a creare un ambiente umido e caldo all’interno della scarpa, ideale per il proliferare di batteri e micosi. Come togliere il cattivo odore dalle scarpe? Se ti stai chiedendo come togliere il cattivo odore dalle scarpe, la risposta è molto semplice. Ecco 3 semplici accorgimenti che ti aiuteranno ad evitare situazioni spiacevoli: Mantieni le tue scarpe pulite. Indipendentemente dal fatto che tu stia portando sneakers o scarpe in pelle, la prima cosa che devi fare è lavare non solo l’esterno, ma anche l’interno delle calzature tramite prodotti appositi. Dopo averlo fatto, asciuga tutto con attenzione e ripeti l’operazione con una certa costanza. Se indossi delle solette, ricordati di pulire accuratamente anche questi supporti. Usa spray anti-odore appositi. In commercio troverai spray creati appositamente per togliere l’odore dalle scarpe, mantenendole fresche per almeno 24 ore e senza lasciare residui. Chiedi al farmacista la soluzione più adatta a te e applicala ogni giorno per assicurarti delle calzature profumate. Prenditi cura dei tuoi piedi. Oltre a mantenere pulite le tue scarpe, ricordati che il benessere del tuo fisico parte anche dai piedi. Su Espertodelpiede.it abbiamo realizzato un approfondimento specifico con info e consigli per un’igiene dei piedi corretta che ti aiuti a limitare l’insorgenza di cattivi odori. Inoltre, seguendo frequentemente una beauty routine, potrai evitare la proliferazione di batteri e di infezioni fungine. Ricapitolando, quali sono le cause e i rimedi del cattivo odore di piedi Quando si tratta di cattivi odori dei piedi, prima di procedere con un qualsiasi tipo di trattamento è bene analizzare le cause che provocano questo tipo di disturbo.Come abbiamo visto, prolungate situazioni di stress o condizioni mediche particolari (come obesità, menopausa, sbalzi ormonali), sono solo alcuni dei motivi scatenanti della produzione eccessiva di sudore e, di conseguenza, del proliferare di batteri e infezioni.La cosiddetta bromidrosi plantare è infatti una condizione estremamente diffusa che può comportare disagi e situazioni d’imbarazzo, soprattutto se ci viene richiesto di toglierci le scarpe in pubblico, a casa di amici o in palestra!Lavare frequentemente scarpe e solette, asciugarle con cura, utilizzare spray con formule a doppia azione che eliminano immediatamente gli odori e che svolgono anche un’azione protettiva prolungata, sono alcuni dei rimedi che puoi seguire per risolvere il problema del cattivo odore ai piedi.Non dimenticare poi che, come per le altre parti del corpo, anche i piedi hanno bisogno di cure e controlli costanti: i suggerimenti di Espertodelpiede.it sono a tua disposizione per il benessere quotidiano dei tuoi piedi e per prenderti cura giorno dopo giorno di questa importante parte del nostro corpo.
L'onicodistrofia è una condizione che si verifica quando le unghie del piede si sviluppano alterando la propria struttura, risultando fragili e quindi più soggette a spezzarsi. Nonostante non sia una patologia particolarmente grave di per sé, potrebbe risultare molto fastidiosa da gestire, in quanto le unghie tendono a scheggiarsi più facilmente e, talvolta, a rompersi: infatti, l’unghia affetta da onicodistrofia si presenta con un colore tra il giallo e il grigio opaco, perde elasticità e risulta molto fragile. Solitamente l’onicodistrofia alle unghie dei piedi si verifica come conseguenza di un'infezione o di un trauma, come un'eccessiva limatura, l’utilizzo di scarpe troppo strette, ma anche dalla carenza di ferro e altri principi necessari che supportano nella formazione dell’unghia. Prevenire la formazione delle distrofie ungueali, o trattarle in tempo per evitare danni permanenti, è importante per avere unghie forti e sane, in grado di proteggere il tessuto sottostante da traumi e continue pressioni. Per conoscere le caratteristiche dell’onicodistrofia delle unghie dei piedi, e individuarne le cause, i sintomi e i rimedi, continua a leggere questo approfondimento. Che Cos’è l’Onicodistrofia alle Unghie dei Piedi? Con onicodistrofia alle unghie piedi si intende l’alterazione della normale morfologia dell’unghia che, a causa di questa condizione, cambia la propria struttura risultando più fragile di quelle sane. Questo disturbo si presenta sulle unghie dei piedi, solitamente sull’alluce: se noti che le tue unghie presentano dei bordi frastagliati e scolorimenti sottocutanei, probabilmente si tratta di una distrofia ungueale. Rivolgiti a un medico, che saprà indicarti la diagnosi corretta e una cura da seguire per rifortificare le unghie. Onicodistrofia: Sintomi della Distrofia Ungueale Se soffri di onicodistrofia, i sintomi che potresti aspettarti sono sicuramente legati al progressivo modificarsi della morfologia dell’unghia del piede. Inizialmente potresti vedere un cambiamento del colore dell’unghia, che diventerà bianca, grigia o tendente al giallastro. Inoltre, il colore non risulterà più lucido come un’unghia sana, ma rimarrà molto più opaco e spento. L’onicodistrofia non è una condizione particolarmente dolorosa, però potresti notare la presenza di ispessimenti cutanei sotto la lamina ungueale e la deformazione dell'unghia stessa, che si presenterà frastagliata e tenderà a spezzarsi più facilmente, provocandoti fastidio. Cause e Fattori di Rischio dell’Onicodistrofia La causa più comune dell’onicodistrofia è il trauma: ad esempio, può essere provocato dal contatto troppo stretto e ripetuto con le scarpe durante la corsa o la camminata, o dall’utilizzo improprio di strumenti per la pedicure.Come conseguenza dell’onicodistrofia traumatica, l’unghia si indebolisce e rischia di crescere in modo irregolare, con la probabilità che si stacchi completamente dal suo letto ungueale. Questi fattori sono da definirsi esterni: ci sono alcuni fattori, definiti endogeni, che riguardano la manifestazione della distrofia ungueale per cause interne. Ad esempio, se nell’alimentazione non si inseriscono i nutrienti che supportano la costituzione dell’unghia, questa può essere più soggetta a onicodistrofia. Talvolta, questa condizione è provocata da alterazioni congenite e da diversi disturbi locali e patologie pregresse, come la micosi. Onicodistrofia: Cura e Rimedi Se stai cercando i rimedi per l’onicodistrofia, ricordati innanzitutto che è importante rivolgersi ad un medico o ad un podologo per intraprendere la cura adeguata. In base alla diagnosi effettuata, ti verranno prescritti dei trattamenti appositi, alcune volte anche dei farmaci, che ti permetteranno di favorire la crescita dell’unghia danneggiata dopo aver eliminato quella infetta. In generale, se sei affetto da onicodistrofia, è sempre meglio mantenere le unghie corte, pulite e asciutte, ed utilizzare scarpe non troppo strette, in modo da evitare il possibile proliferare di batteri e di provocare microtraumi alle dita, che potrebbero andare a stressare le unghie già fragili. Anche la tua alimentazione può essere un valido supporto per contrastare l’onicodistrofia: seguendo una dieta equilibrata, il tuo corpo assorbirà i nutrienti di cui ha bisogno per riequilibrare le difese immunitarie e proteggerti da eventuali carenze vitaminiche. In commercio, inoltre, puoi trovare prodotti che ti aiuteranno a rafforzare le unghie, come smalti specifici in grado di proteggere la zona interessata, o cerotti appositi per proteggere l’unghia distrofica. Come Prevenire l’Onicodistrofia? L’onicodistrofia è un disturbo che può essere causato da diversi fattori, per cui è importante cercare di mantenere le proprie unghie curate, non troppo lunghe, magari utilizzando prodotti specifici che le rafforzino. Per evitare poi che si verifichino infezioni causate dai batteri, quando ti tagli le unghie accertati di utilizzare sempre e solo strumenti disinfettati: inoltre, se accidentalmente ti ferisci, medica immediatamente l’area interessata per evitare che agenti esterni rovinino l’unghia. Cerca inoltre di evitare di camminare scalzo in palestra o in piscina, o di esporti al sole troppo a lungo, proprio perché infezioni e raggi solari tendono a indebolire le unghie. Cerca poi di utilizzare scarpe adatte alle tue attività quotidiane, che non fascino troppo le unghie e che diano spazio alle dita dei piedi di muoversi leggermente: in questo modo non provocherai ulteriori traumi da compressione alle dita.
Mens sana in corpore sano suona il celebre adagio e non è solo un modo di dire: benessere fisico e benessere mentale sono intimamente connessi e mantenere uno stile di vita attivo è fondamentale per alleviare le tensioni psicofisiche che spesso dobbiamo fronteggiare. Fare attività fisica in questo senso è un ottimo aiuto per tenersi in forma e un valido supporto quando si tratta di gestire situazioni di ansia e stress, ma non sempre è possibile praticare sport in modo regolare. Che sia per motivi di salute, di lavoro o semplicemente di un po’ di pigrizia, il rischio di condurre uno stile di vita sedentario è dietro l’angolo. Ed ecco che ci viene in aiuto la camminata! A cosa fa bene camminare? Continua a leggere per scoprire tutti i benefici di questa semplice ed efficace attività fisica a costo 0! Camminare fa bene? Sì, ecco i benefici Camminare è un ottimo modo per mantenersi attivi, soprattutto per le persone in sovrappeso, per gli anziani o per coloro che conducono uno stile di vita sedentario. Si tratta di un ottimo modo per mantenere il tuo corpo in salute e solitamente il consiglio è di camminare almeno mezz’ora al giorno, possibilmente a passo veloce. Con soli 30 minuti al giorno di camminata veloce è possibile ottenere miglioramenti significativi sul sistema cardiovascolare e contribuire al benessere generale del tuo fisico. In più, porta dei risultati anche in termini di peso: già dopo poche settimane potresti notare una riduzione della circonferenza delle gambe e del punto vita.Fra gli altri benefici correlati al camminare troviamo: diminuzione del rischio di malattie cardiache e ictus; abbassamento della pressione (ipertensione) e dei livelli di colesterolo; aumento della forza muscolare e della resistenza. Quanto bisogna camminare al giorno per stare bene Ora che abbiamo visto tutti gli aspetti positivi di questa semplice attività fisica, quanto bisogna camminare al giorno per stare bene?Per ottenere benefici a lungo termine, come accennavamo, si raccomanda di camminare almeno 30 minuti tutti i giorni, mantenendo un’andatura veloce, ma senza rimanere con il fiato corto. Con la sciatica fa bene camminare? Soffrire di mal di schiena, e in particolare di sciatalgia, è un problema alquanto comune, specialmente nei soggetti di età compresa tra i 45 e i 64 anni, sottoposti a situazioni di stress, lavori pesanti e aumenti di peso.La sciatalgia risulta essere una condizione particolarmente fastidiosa e invalidante, in quanto quando il nervo sciatico si infiamma, si potrebbe avvertire una sensazione di: dolore all'anca; mal di schiena; intorpidimento e formicolio dei piedi. In queste condizioni, potrebbe risultare difficile svolgere anche le normali e più semplici attività, come camminare. Di qui la domanda: con la sciatica fa bene camminare? Se si soffre di sciatalgia o dolore lombare, camminare può aiutare ad alleviare il dolore adottando alcuni accorgimenti:utilizzare scarpe adatte, in grado di fornire il supporto necessario all’arco plantare, abbinate ad appositi plantari pensati per dare sollievo al dolore lombare (leggi anche l’approfondimento sulle cause e i rimedi per il dolore lombare); camminare lentamente, per evitare di provocare ulteriori traumi alla schiena; appoggiare correttamente il piede a terra e mantenere una postura eretta; evitare i percorsi sterrati, sabbiosi o irregolari; utilizzare, laddove necessario, supporti per la deambulazione. Come sempre però, a seconda della severità del disturbo e soprattutto qualora il dolore dovesse persistere o peggiorare, il consiglio principale rimane quello di consultare uno specialista per capire il tipo di attività più adatto per la specifica condizione fisica. Per la cellulite fa bene camminare? Camminare può essere un aiuto anche per combattere la cellulite?In questo caso è importante chiarire che la cellulite è un disturbo che può avere diverse cause, dagli ormoni a possibili disfunzioni o alterazioni del sistema linfatico o circolatorio. Per combattere la cellulite solitamente si consiglia di praticare uno sport dinamico, come la camminata veloce, che coinvolgendo ogni parte del corpo, dalle gambe alle braccia, aiuta a tonificare i muscoli e contribuisce a stimolare la circolazione. Se vuoi massimizzarne gli effetti benefici per combattere la cellulite, associa la camminata veloce (e regolare) a una dieta sana e a una corretta idratazione. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, favorisce il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione delle tossine dal corpo. I consigli per una corretta camminata er quanto camminare sia un’azione naturale, che compiamo praticamente in modo automatico, in realtà rischiamo di commettere numerosi errori senza neanche accorgercene. Fra le conseguenze di camminare in modo scorretto possono essere annoverati, fra gli altri, problemi posturali, articolari, disidratazione, stiramenti muscolari o distorsioni alla caviglia. Pertanto, è bene adottare alcuni accorgimenti per massimizzare i benefici di una camminata. Per cominciare, sciogli i muscoli facendo stretching sia prima di camminare, in modo da scaldare i muscoli ed evitare possibili stiramenti, sia al termine della camminata; Ricordati di tenere le braccia libere mentre cammini: così facendo potrai muoverti serenamente e allenare anche i muscoli superiori del corpo. Tieni la testa alta e la schiena dritta, cercando di fissare un punto all’orizzonte. Presta attenzione a come appoggi il piede, il quale dovrebbe fare leva prima sul tallone e poi sulla punta. Anche l’abbigliamento vuole la sua parte, dal momento che il principale e unico strumento su cui fare affidamento quando si cammina sono proprio le scarpe. Scegli un paio di calzature che supportino il collo del piede, realizzate con materiali traspiranti e dotate di una suola resistente. Per evitare fastidiose vesciche ai piedi, almeno per le prime uscite indossa un paio di calze tecniche piuttosto spesse e procurati dei cerotti appositi per prevenire il problema. Non dimenticarti di bere un paio di bicchieri d’acqua prima di iniziare e una volta terminata la camminata, reidratati. La disidratazione è infatti uno degli elementi più sottovalutati quando si fa questo tipo di attività sportiva, anche quando si tratta di camminare. Un ultimo consiglio? Come per qualsiasi altra attività sportiva, cerca di non strafare! Per quanto semplice, anche la camminata richiede allenamento. Non tentare di fare subito tutti i km che vorresti percorrere, ma prediligi un miglioramento lento e costante delle tue prestazioni.Seguendo questi piccoli accorgimenti, potrai camminare correttamente e trarre tutti i benefici possibili dalle tue camminate quotidiane.
I piedi sono il punto d’appoggio del nostro corpo, costituiscono la base del nostro equilibrio e ogni giorno vengono sottoposti a continui stress muscolari.Utilizzare calzature poco adatte alla loro conformazione anatomica e prendersene cura in maniera saltuaria, rischia di compromettere il nostro benessere, provocando non solo dolore ai piedi, ma aumentando la possibile insorgenza di problematiche anche in altre parti del corpo, come la schiena (ad esempio, una errata posizione dell’arco plantare potrebbe essere una delle cause di lombalgia e dolore lombare).In generale, basta adottare semplici accortezze per avere dei piedi sani: quando scegliamo un paio di scarpe, che siano per fare sport o per la routine di tutti giorni, dobbiamo tener presente anche ciò di cui il nostro corpo ha bisogno. I tacchi alti, ad esempio, per quanto belli ed eleganti, andrebbero indossati solo per un numero limitato di ore al giorno, dal momento che non sono creati per assecondare la conformazione naturale del piede.Si dovrebbero poi prediligere le scarpe con una suola antiscivolo e dalla punta arrotondata, per consentire un libero movimento delle dita.Infine, sarebbe preferibile scegliere calzature realizzate con materiali traspiranti, che permettano lo scambio di aria tra l’interno e l’esterno, evitando così di stimolare un’eccessiva sudorazione.Oltre a queste accortezze, è bene eseguire regolarmente una beauty routine dei piedi non solo per i benefici da un punto di vista estetico, ma anche per mantenerli sempre curati.Questa coccola di bellezza si divide principalmente in due momenti: esfoliazione e idratazione.Segui i consigli dell’Esperto del Piede per scoprire come fare la pedicure perfetta a casa e quali strumenti sono necessari. Gli step da seguire per una pedicure perfetta Andare dall’estetista per una pedicure, soprattutto quando si devono eliminare calli e duroni, è un bel modo per prendersi cura dei piedi e dedicare un po’ di tempo per sé, ma fra i mille impegni quotidiani spesso non si riesce a trovare proprio il tempo di andare in un centro estetico. Questo significa che dovresti rinunciare a un momento per il benessere tuo e dei tuoi piedi? Assolutamente no! Puoi tranquillamente eseguire una pedicure fai da te perfetta anche a casa. Ecco tutti gli step da seguire.• Parti dal pediluvio. Dopo aver tolto ogni residuo di smalto dalle unghie, metti i piedi a bagno per circa 10 minuti in una bacinella riempita di acqua calda con un po’ di bicarbonato o, in alternativa, del sale grosso da cucina.• Procedi all’esfoliazione. Una volta che i tuoi piedi si saranno ammorbiditi, procedi ad uno scrub per eliminare la pelle morta sui talloni e vicino alle aree callose. Ti consigliamo di utilizzare un roll professionale, creato appositamente per rimuovere gli ispessimenti della pelle dei piedi. Scegli un prodotto che abbia un’impugnatura ergonomica, in modo da passarlo facilmente sulle aree secche e callose del piede, e che sia arricchito con esfolianti naturali, in modo da assicurare una rimozione delicata della pelle morta.• Idratati. Per idratare adeguatamente i tuoi piedi, puoi optare per una maschera piedi idratante, perfetta per completare la tua routine di bellezza. Si tratta di un calzino con uno strato di crema al suo interno molto facile da usare: proprio come un calzino, la maschera va applicata sui piedi per circa 20 minuti, a seconda del prodotto e dell’intensità dell’idratazione che vuoi ottenere, e una volta terminato il trattamento basta rimuoverlo e massaggiare sul piede la crema in eccesso. Scegli una maschera delicata, senza profumi o coloranti, realizzata con ingredienti naturalmente idratanti come olio di cocco e burro di Karité. Al termine del trattamento, spalma la crema in eccesso con un movimento uniforme dalla punta delle dita fino al collo del piede. Massaggia infine con decisione per riattivare la circolazione e ravvivare i tessuti.• Prenditi cura delle unghie. Adesso è tempo di passare alle unghie che dovranno essere accorciate e limate a seconda del tuo gusto personale. Una volta limate le unghie, metti lo smalto. Per ottenere una massima precisione, utilizza gli appositi distanziatori per le dita, o in alternativa il cotone. Distendi prima di tutto la base trasparente e una volta asciugata, applica il tuo smalto preferito. Termina con il top coat!Et voilà, ecco che con pochi passaggi avrai ottenuto una pedicure perfetta! I prodotti per la pedicure dei piedi Esistono tantissimi prodotti che ti aiuteranno a svolgere una pedicure dei piedi in maniera professionale comodamente a casa tua.Per ammorbidire la pelle dei tuoi piedi, come abbiamo visto puoi usare delle apposite maschere per i piedi: scegli un prodotto arricchito con uno o più oli nutrienti, come l’olio di cocco, l’olio di avocado, di jojoba o di argan o prova gli intensi effetti nutrienti di una maschera con olio di lavanda o di noci di macadamia.Ci sono poi prodotti specifici per il trattamento della pelle secca dei piedi, come le creme per i talloni screpolati, con un alto effetto idratante e rigenerante per la pelle screpolata del tallone, o i trattamenti per calli e duroni, studiati per ammorbidire la pelle e rimuoverla attraverso l’esfoliazione.Per quanto riguarda invece i prodotti per la cura delle unghie dei piedi, un consiglio è applicare un olio nutriente sulle tue unghie, per assicurarti che siano sempre luminose. Gli strumenti della pedicure Nel tuo kit personale, gli strumenti per la pedicure che non devono mancare sono:● spugne abrasive per rimuovere la pelle ispessita dei piedi;● lime piedi per rimuovere la pelle secca, lavabili e dall’impugnatura ergonomica;● roll esfolianti;● forbici o tronchesi per accorciare le unghie dei piedi;● limette per rifinire e scontornare le unghie;● bacinella e asciugamani per il pediluvio.Se sei sempre di corsa tra i tuoi mille impegni e cerchi qualcosa che ti possa aiutare a risparmiare tempo, puoi optare per dei roll wet & dry, ideali da utilizzare anche sotto la doccia. Consigli per la beauty routine dei piedi Molto spesso i piedi vengono trascurati rispetto ad altre zone del nostro corpo, come viso, gambe o braccia, ma essendo una parte importante del nostro corpo, dovremmo prendercene cura frequentemente e dedicargli le giuste attenzioni.Per avere dei piedi belli e curati, non basta applicare lo smalto alle unghie, è importante dedicare del tempo per svolgere una vera e propria beauty routine dei piedi!Come abbiamo visto, una pedicure homemade ha dei granfi benefici, non solo per avere piedi sani e belli, ma anche per prenderti del tempo per te e dedicarti al tuo relax. Ciò di cui hai bisogno è un prodotto idratante che più si adatti alle tue necessità e creare il tuo kit personalizzato per la cura dei piedi. Un ultimo consiglio? Prova a ideare un massaggio rilassante da eseguire tutte le sere.Quante volte eseguire una pedicure estetica? Dipende dalle esigenze, a seconda della secchezza della pelle, in generale è consigliabile che la pedicure venga svolta almeno una volta ogni due settimane, affinché i trattamenti non siano solo fonte di bellezza ma compiano anche un’azione benefica sui nostri piedi.
Se stai cercando dei rimedi per piedi secchi e screpolati, sei nel posto giusto!Noi di Espertodelpiede.it non vogliamo semplicemente suggerirti come trattare questi fastidiosi inestetismi, ma desideriamo aiutarti a individuare i sintomi e le cause dei piedi secchi, duri, che si spellano e creare con te una beauty routine capace di contrastare la disidratazione della cute. I sintomi dei piedi secchi Calli, screpolature e secchezza della cute del piede tendono ad essere fonte di disagio soprattutto durante la bella stagione, dal momento che le scarpe aperte e l’aumento della sudorazione come vedremo possono aumentare l’entità del problema, fino ad arrivare ai piedi che si spellano o alla comparsa di profonde spaccature sui talloni. Quali sono dunque i sintomi dei piedi secchi e come intervenire tempestivamente?Oltre all’insorgere di piccole screpolature sul tallone o sulla pianta dei piedi, sintomo che la pelle è molto secca, anche se senti prurito o vedi un rossore accentuarsi giorno dopo giorno sull’arco plantare o sul tallone, potresti essere a rischio di screpolature imminenti e il consiglio quindi è di correre subito ai ripari. Innanzitutto, presta particolare attenzione alla zona del calcagno, dal momento che tende ad essere la parte meno idratata del corpo e allo stesso tempo è quella più sottoposta a una pressione costante. Inoltre, a peggiorare ulteriormente la situazione contribuisce l’utilizzo di calzini in tessuto sintetico o di scarpe scomode e poco traspiranti, per cui prediligi calzini in cotone e scarpe adatte alla conformazione anatomica del tuo piede realizzate con materiali traspiranti. Le cause della secchezza dei piedi Il disturbo cutaneo della secchezza ai piedi è piuttosto comune e se lo stato di disidratazione della pelle è molto avanzato possono crearsi delle vere e proprie crepe, soprattutto in prossimità di talloni e calcagni, dal momento che sono zone continuamente sottoposte a sfregamento. Come per tutti i disturbi, anche la secchezza dei piedi non deve essere trascurata, poiché potrebbe dare origine a complicazioni anche gravi (leggi anche il nostro approfondimento specifico sulla pelle secca dei piedi).Il più delle volte la causa di questo fastidioso disagio non è univoca, anche se solitamente è riconducibile all'eccessiva disidratazione del piede. Il mancato utilizzo di creme idratanti, emollienti e nutrienti, così come il contatto continuo tra piede e tessuti irritanti, può inaridire eccessivamente la pelle dei tuoi arti inferiori. Di conseguenza, con la disidratazione, la cute del piede s'indurisce fino a screpolarsi.Le cause di piedi secchi e screpolati sono svariate, ma tra le più comuni troviamo: predisposizione genetica alla pelle secca; particolare sensibilità ai tessuti sintetici e poco traspiranti; condizioni fisiche particolari che provocano un minor afflusso sanguigno agli arti periferici; avanzare dell’età, che provoca una perdita di tono e idratazione della cute. Tra gli altri fattori di rischio, si possono annoverare anche:comportamenti sbagliati, come camminare a piedi nudi o indossare sandali aperti molto bassi, come gli infradito, che comportano un contatto ravvicinato del piede con il suolo, la polvere e lo sporco; utilizzare prodotti cosmetici aggressivi o inadeguati alle esigenze della tua pelle, che quindi impoveriscono la naturale pellicola protettiva idrolipidica della pelle e la disidratano ulteriormente; utilizzare scarpe scomode o senza calzini; soffrire di particolari condizioni patologiche della pelle, come la psoriasi, che possono provocare la formazione di screpolature; essere in sovrappeso, una condizione che aumentando la pressione esercitata sul piede può comportare maggiori sfregamenti della pelle; avere un eczema, il piede d’atleta e altri tipi di infezione, che tendono a indebolire la cute; avere calli e duroni ai piedi che indeboliscono ulteriormente il derma; praticare sport a livello agonistico, dal momento che l’attività fisica riduce l’idratazione e l’utilizzo di calzature sportive può comportare un’eccessiva sudorazione del piede, con un conseguente aumento dell’umidità e una desquamazione della pelle. Piedi secchi: rimedi e consigli I rimedi per i piedi secchi e screpolati che puoi seguire per evitare il progredire del problema sono semplici ed efficaci. Noi di Esperto del Piede ti consigliamo di dedicare alla sera qualche minuto del tuo tempo per un pediluvio e fare periodicamente uno scrub della pelle, aiutandoti con dei roll esfolianti: ti aiuteranno a rimuovere le cellule morte e a far assorbire meglio le creme nutrienti che applicherai. Cosa fare per piedi che si spellano Se la pelle dei tuoi piedi risulta al tatto particolarmente secca e arida e la cute è irregolare a causa dell'evidente stato di desquamazione, allora è molto probabile che i tuoi piedi si stiano per spellare.Cosa fare quindi per piedi che si spellano? Innanzitutto è necessario ammorbidire le screpolature ed evitare che queste peggiorino fino a lacerarsi, utilizzando apposite creme idratanti e nutrienti.Infatti, oltre a provocare dolore e difficoltà a camminare, se le spellature diventano troppo profonde possono rappresentare una facile via d'accesso per infezioni batteriche e fungine. La tua beauty routine per piedi secchi e screpolati Esistono diversi rimedi da adottare per evitare che le screpolature e la secchezza dei piedi degenerino e prendersene cura con una routine di bellezza costante è il primo passo da intraprendere (hai già letto i nostri approfondimenti su come fare la pedicure e come ammorbidire i talloni duri, secchi e screpolati?).Puoi iniziare il tuo trattamento sanificante con un pediluvio, che consiste nell’immergere i piedi in acqua calda per almeno 20 minuti, in modo da ammorbidire la cute.Il secondo passaggio è quello dell’esfoliazione, che consiste nella rimozione della pelle secca dei piedi attraverso l’utilizzo di strumenti appositi, come roll per pedicure o spugne abrasive, ideali per levigare la pelle. Dopo aver terminato anche questo step, potrai risciacquare i tuoi piedi ed eliminare i residui di pelle morta.Con un panno morbido asciugali poi accuratamente e dedicati all’idratazione: applica una maschera piedi nutriente, che grazie alla pratica forma a calzino aiuterà gli agenti emollienti a penetrare nella pelle secca, oppure applica creme specifiche a base di sostanze cheratolitiche per contrastare la secchezza.Puoi utilizzare anche più volte al giorno dei prodotti a base di urea, soprattutto nelle prime fasi della desquamazione.Seguire con regolarità questi piccoli accorgimenti e utilizzare delle calzature traspiranti e morbide contribuirà a mantenere nutriti ed idratati i tuoi piedi, riducendo il rischio che si secchino e si screpolino.Se sei in cerca di altri consigli per il benessere dei piedi, su espertodelpiede.it trovi tanti suggerimenti per trasformare la cura dei piedi in un piacevole passatempo!
Quando si parla in generale di cura delle unghie, la nostra mente tende a pensare subito a quando fissare il prossimo appuntamento per una manicure…ma è importante fare attenzione anche alle unghie dei piedi!Anche queste infatti, come quelle delle mani, se ne viene trascurata la cura possono andare incontro a fastidiosi disturbi, come potrebbero essere l’unghia incarnita e l’onicomicosi.Soprattutto con l’arrivo della bella stagione, quando sandali e infradito sono le calzature più utilizzate, come curare le unghie dei piedi in modo che siano sane e belle, sempre pronte per essere sfoggiati con ogni scarpa aperta?Per cominciare, ti basterà adottare qualche piccolo accorgimento quotidiano: evita di strappare le pellicine, in modo da prevenire la formazione di lacerazioni che potrebbero infettarsi; asciuga sempre bene i piedi dopo averli lavati, in modo da evitare il rischio che i residui d’umidità causino la comparsa di funghi alle unghie o alla pelle dei piedi; soprattutto per le calzature chiuse, scegli scarpe realizzate con materiali traspiranti; anche le tue unghie possono seccarsi, quindi idratati durante il corso della giornata bevendo acqua. Scopri anche il nostro decalogo per avere cura delle unghie, dei piedi e delle mani! Come prendersi cura delle unghie dei piedi con la pedicure Ora che abbiamo visto alcuni dei consigli generali per prenderti cura delle unghie dei tuoi piedi ogni giorno, è giunto il momento di scendere nel dettaglio della tua beauty routine per le unghie.La pedicure per le unghie è una delle pratiche principali che puoi adottare regolarmente per avere unghie sane, vigorose e belle.Come prima cosa prendi una bacinella d’acqua calda, aggiungi qualche goccia di olio essenziale e immergi i tuoi piedi per una quindicina di minuti. Rilassati e lascia che anche la pelle si distenda, dopodiché asciuga bene la pianta e le dita dei piedi. Servendoti di apposite forbicine, accorcia le unghie e con un pratico kit elettronico completa la tua routine di bellezza limando e levigando le unghie.Per le cuticole in eccesso, puoi rimuoverle con un apposito strumento, il tagliacuticole, facendo però attenzione a non esercitare troppa pressione per non rovinare l’unghia o tagliarti. Se le cuticole non sono troppo grandi, piuttosto che rimuoverle, dopo averle ammorbidite ti basterà spingerle indietro aiutandoti con un bastoncino di legno arrotondato.Per un effetto ancora più professionale, ti consigliamo di passare un sottile strato di olio nutriente per rendere le tue unghie brillanti e idratate. Come ammorbidire le unghie dei piedi? Come per quelle delle mani, anche le unghie dei piedi devono essere accorciate con una certa regolarità. Questa operazione apparentemente semplice potrebbe rivelarsi più complessa del previsto se le unghie sono dure e in questo caso prima di tagliarle sarà importante ammorbidirle.Se si hanno unghie particolarmente dure che tendono a incarnirsi, ecco come ammorbidirle: come per il pediluvio, dovrai procurarti una bacinella e riempirla di acqua calda, a cui aggiungere oli essenziali o sali profumati; una volta ultimata questa operazione, dovrai immergere i piedi e attendere più o meno 20 minuti; tampona quindi con un asciugamano la pianta e gli spazi tra le unghie delle dita; con del borotalco, rimuovi gli ultimi residui d’acqua; utilizza una crema o un prodotto ammorbidente specifico per le unghie. Ora che sai come ammorbidire le unghie dei piedi, è giunto il momento di procedere con gli ultimi due step: il taglio e la limatura. Come tagliare le unghie dei piedi? Quando si parla di tagliare le unghie dei piedi, sappi che non si tratta solo di un’operazione estetica, ma anche curativa.Per evitare che si incarniscano o si formino patologie come l’onicomicosi, cerca di utilizzare solo strumenti professionali, creati per questo genere di operazioni. Facciamo quindi un veloce riassunto degli utensili che ti serviranno: le forbici stondate, indicate per le zone più sottili dell’unghia; le tronchesi, impiegate solitamente per l’alluce e infine le lime, utilizzate per ridurre le aree più spesse.Prima di procedere con il taglio, ricordati di disinfettare l’area interessata con del sapone antibatterico e di pulire accuratamente anche le forbicine e la lima. Inoltre, qualora ci fossero delle ferite o un principio di micosi, ti consigliamo di aspettare la completa guarigione del piede prima di procedere con il taglio dell’unghia.È arrivato il momento di tagliare le unghie dei piedi: la prima cosa da sapere è che non devono essere accorciate troppo e soprattutto è meglio optare per una forma squadrata, senza arrotondare troppo i lati dell’unghia. Sono proprio questi infatti che, se tagliati troppo corti o troppo tondi, potrebbero incarnirsi e provocare fastidiose complicazioni.Utilizzando una lima, anche elettrica, smussa gli angoli dell’unghia e cerca di creare una linea retta da un lato all’altro del dito, evitando di toccare le pellicine. Come limare le unghie dei piedi? Se vuoi sapere come limare le unghie dei piedi, la prima cosa che è bene ricordare è che la limatura è un procedimento di precisione, quindi non devi fare le cose frettolosamente. Pensa in anticipo alla forma che desideri ricreare e accertati di accorciare abbastanza le unghie, affusolando gli angoli (ma senza esagerare).Ogni unghia dovrà essere limata in modo che ci sia la stessa lunghezza su ciascun dito e ti consigliamo di fare particolare attenzione a non strappare le pellicine dal letto ungueale.Aiutandoti con strumenti appositi, leviga e lucida la superficie dell’unghia, assicurandoti di non danneggiarla durante il procedimento. Come prendersi cura delle unghie dei piedi in caso di micosi? Se stai soffrendo di micosi dell’unghia, probabilmente ti starai chiedendo come curarla. Prima di procedere al suo trattamento, però, è bene capire quali sono le cause che ne provocano la comparsa e quali sono i modi con cui si può prevenire questa fastidiosa condizione medica.Solitamente, la micosi deriva da un fungo che si trasmette con il contatto e che tende a proliferare nelle zone più calde e umide del nostro fisico. Non a caso può colpire sia le mani che i piedi.Se noti uno scolorimento dell’unghia che diventa progressivamente bianca, giallognola o nera, probabilmente il fungo ha iniziato a diffondersi. La superficie si assottiglia e l’unghia tende a infragilirsi e sfaldarsi, mentre le aree circostanti del dito potrebbero arrossarsi e talvolta sanguinare.Questa patologia può durare anche per lunghi periodi, quindi meglio intervenire nelle fasi iniziali dell’infezione, evitando i rimedi naturali della tradizione popolare: niente aceto, bicarbonato o aloe vera perché si rischia solo di peggiorare la situazione. Il consiglio principale per curare le unghie affette da micosi è acquistare un prodotto antimicotico apposito e applicarlo correttamente. Se non hai la certezza che si tratti proprio di micosi oppure se lo stato dell’infezione è avanzato, il consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista per verificare i sintomi e capire come curare l’unghia affetta da micosi.Per prevenire la formazione di micosi o evitarne la degenerazione, puoi comunque seguire questi semplici consigli:adotta una corretta igiene del piede; utilizza solo scarpe traspiranti; cambia spesso calze e calzini, perché l’umidità è la prima causa di infezioni fungine; se utilizzi solette o plantari, ricordati di pulire anche questi supporti regolarmente insieme all’interno delle scarpe; non camminare senza ciabatte in luoghi come stabilimenti balneari e piscine; utilizza smalti e trattamenti appositi antimicotici che puoi trovare tranquillamente in farmacia. Ora sai proprio tutto su come curare le unghie dei piedi!
Una vescica è una tasca di liquido che è tipicamente causata da uno sfregamento, frizione o ustione. Le vesciche, infatti, sono forme di autodifesa che proteggono la pelle sottostante. e compaiono in determinate situazioni di stress della pelle, come l’utilizzo prolungato di scarpe scomode e il contatto della cute del piede con materiali duri e poco traspiranti.In risposta a tali situazioni di discomfort, la pelle tende a produrre un accumulo di siero contenuto in una sacca dalla consistenza più o meno morbida. Questo “cuscinetto naturale”, se sottoposto a pressione, può generare fastidio e dolore.Da qui la domanda a cui spesso non sappiamo dare una risposta: come camminare con le vesciche ai piedi? Seguendo questi pratici consigli, potrai cercare di risolvere il problema in modo efficace:• Scegli delle scarpe adatte alla conformazione del tuo piede e di qualità: l’importante è che siano realizzate con materiali traspiranti, morbidi e adatti alla camminata e che non siano troppo piccole o troppo grandi.• Utilizza delle calze tecniche o di cotone morbido, per evitare che si produca dell’umidità dovuta alla sudorazione e di conseguenza un peggioramento dello stato delle vesciche.• Serviti di cerotti appositi che limitano il dolore ammortizzando gli sfregamenti della pelle.Una volta adottati questi accorgimenti, non ti resta che aspettare che il tempo faccia il suo corso, resistendo alla tentazione di bucare le vesciche. Potrebbero infatti infiltrarsi dei batteri nella ferita, infettandola e provocando danni anche gravi.Se la vescica dovesse invece rompersi da sola, disinfettala immediatamente e medicala con una garza che andrà cambiata di frequente.Continua a leggere per scoprire le cause della formazione, come prevenire le vesciche ai piedi e quali rimedi utilizzare in caso della loro comparsa. Scarpe e vesciche: che relazione c’è? Esiste una correlazione fra scarpe, vesciche e mal di piedi? Certo che sì.Indossare delle scarpe troppo strette, larghe o con materiali sintetici e non traspiranti, può essere fonte di stress, sia a livello delle dita dei piedi sia a livello di tallone e avampiede, tale da dar luogo non solo a una fastidiosa sensazione di dolore, ma da causare anche la formazione di vesciche sui piedi.Parlando di scarpe e piedi, ecco allora alcuni suggerimenti per assicurarti di scegliere le calzature più adatte a te: accertati che la misura sia perfetta e che calzi il tuo piede senza stringerlo eccessivamente o viceversa senza che le scarpe risultino troppo larghe o troppo grandi. È molto importante fare dei passi di prova prima di procedere all’acquisto delle nuove calzature, per accertarsi che l’avampiede sia ben saldo e il tallone non scivoli; presta attenzione anche alle suole delle scarpe, dal momento che questa è la parte che tende a usurarsi più velocemente, soprattutto in prossimità di alluci e talloni; Scegli le scarpe in base all’utilizzo che dovrai farne, in modo da evitare frizioni e sfregamenti dovuti a materiali o a una struttura inadeguata rispetto alla funzione per cui sono state realizzate; in caso decidessi di acquistare delle calzature online, accertati della corrispondenza della misura con la lunghezza del tuo piede, in modo da evitare brutte sorprese quando le riceverai. Scopri anche gli altri consigli dell’Esperto del Piede su come scegliere le scarpe giuste per te! Consigli per rendere comode le scarpe Dopo aver acquistato un paio di scarpe nuove, come puoi renderle comode e pronte per essere utilizzate evitando la comparsa di vesciche ai piedi?Se sono calzature in pelle, un materiale generalmente più duro che in caso di frizione eccessiva potrebbe causare le vesciche, inserisci dentro la tomaia dei calzini spessi e passaci sopra (a distanza) un getto d’aria calda aiutandoti con il phon, in modo che si ammorbidiscano e diventino più comode.Prima di utilizzare delle scarpe nuove per lunghe camminate, indossale per qualche tempo anche dentro casa, in modo che prendano la forma del tuo piede e si ammorbidiscano! Utilizza anche delle solette in gel per renderle più confortevoli.Meglio inoltre mantenere la pelle dei piedi sempre ben idratata, per prevenire le screpolature e rendere così i piedi anche meno suscettibili a traumi ripetuti, come la frizione con cinturini troppo stretti.Questi sono alcuni accorgimenti per la prevenzione del disturbo. Quando si tratta poi di camminare se hai le vesciche ai piedi, soprattutto in caso di lunghe camminate o escursioni durante le vacanze estive, quando il caldo e la sudorazione sono in costante aumento e i piedi tendono a gonfiarsi, ecco qualche consiglio: utilizza scarpe o scarponcini mezzo numero o un numero più grandi rispetto alle tue calzature solite; indossa calzini tecnici in caso di scarponcini o di cotone per le scarpe chiuse; applica dei cerotti per vesciche sulle dita dei piedi o sul tallone, scegliendo la taglia dei cerotti a seconda della localizzazione e della grandezza delle vesciche. Come scegliere e come applicare i cerotti per le vesciche ai piedi Abbiamo parlato di scarpe poco adatte alle attività per cui sono state comprate e di calzature scelte senza verificare che fossero effettivamente della misura corretta, ma le vesciche sono un problema insidioso che può comparire per le motivazioni più svariate, fra cui possiamo annoverare anche scottature e gelo.Quando si forma una vescica, un rimedio efficace per alleviare il fastidio e trovare sollievo dal dolore può essere utilizzare cerotti ammortizzanti, che faranno anche da barriera contro batteri ed eventuali infezioni che potrebbero verificarsi se le vesciche dovessero rompersi.Puoi ricorrere a quelli di piccole dimensioni se la vescica è agli stadi iniziali o aumentare la misura del cerotto a seconda dell’estensione della lesione.Una volta acquistato questo dispositivo medico, dovrai come prima cosa disinfettare l’area del piede interessata, asciugarla accuratamente con una garza o un fazzoletto, rimuovere la pellicola e applicare il cerotto sulla vescica, esercitando una lieve pressione. A questo punto, non dovrai far altro che attendere che il cerotto si stacchi da solo!
Dall’organizzare una gita in montagna all’andare a sciare, la stagione invernale, grazie alle basse temperature, fornisce davvero tante occasioni per divertirsi... così come per prendersi qualche malanno! Non parliamo solo di febbre e raffreddore, ma anche di possibili problematiche dei piedi. Qualunque attività stia pianificando, ricordati che oltre a cappelli, cappotti e a tutto l’occorrente per ripararti dal freddo, dovresti assicurarti di tenere al caldo anche i tuoi piedi: con l’abbassamento delle temperature, oltre ai canonici malanni di stagione, potrebbero presentarsi anche i geloni, una condizione piuttosto fastidiosa e molto comune. Sei all’aperto, magari da un po’ di tempo, senti freddo e hai una sensazione di dolore e prurito ai piedi? Potrebbe trattarsi dei sintomi iniziali dei geloni ai piedi: se possibile, entra in un posto al chiuso per riacquistare calore corporeo e non sottovalutare le possibili complicazioni. Se non vengono gestiti e curati nella giusta maniera, i geloni possono infatti portare a dei fastidi ben più critici e dolorosi. Cosa sono i geloni ai piedi I geloni ai piedi sono reazioni cutanee molto comuni che tendono a comparire soprattutto con le basse temperature esterne e possono colpire tutti, sia grandi che piccini. Vengono causati da uno sbalzo di temperatura, generalmente da calda a fredda: per via di questo cambiamento, i vasi sanguigni presenti sotto la cute si dilatano e si manifesta con arrossamento, bruciore della pelle gonfiore e possibili vesciche. Quando i geloni si presentano nei bambini, c’è poi il rischio di non accorgersi degli iniziali fastidi provocati dai geloni, dal momento che tendono ad avvertire il freddo più lentamente rispetto agli adulti, o, se sono ancora neonati, non sono in grado di comunicare le loro sensazioni. Proprio per questo, in inverno è importante controllare spesso i piedi dei bambini e proteggerli con calze pesanti. Come riconoscere i geloni ai piedi: i sintomi I sintomi dei geloni ai piedi, per fortuna, si individuano facilmente e si presentano solitamente subito dopo l’esposizione al freddo. I piedi colpiti dai geloni possono presentare: Arrossamento e gonfiore; Dolore; Prurito; Sensazione di intorpidimento e bruciore; Variazione del colore della pelle, da viola a blu scuro. Inoltre, i sintomi dei geloni possono peggiorare se i piedi, dopo essere stati al freddo, entrano a contatto con un ambiente caldo in maniera repentina. Se hai notato che si stanno formando dei geloni alle dita dei piedi, evita di immergerli in una bacinella di acqua bollente e di avvicinarti subito a una fonte di calore, pensando di accelerare il riscaldamento: potresti provocare un’ulteriore dilatazione dei capillari, con il rischio di peggiorare la situazione. Se non vengono trattati in maniera adeguata, i geloni ai piedi possono peggiorare e formare, nei casi più gravi, vesciche e ulcere cutanee, provocando possibili infezioni e complicando notevolmente la guarigione della pelle. Se i tuoi piedi dovessero soffrire di geloni da freddo, corri subito ai ripari, confrontandoti con uno specialista se noti complicazioni. Quali sono le cause dei geloni ai piedi? Il nostro organismo è abituato una temperatura di 37° C e, quando viene esposto ad un cambio di temperatura esterna, cerca di proteggersi attivando una serie di meccanismi. Il principale protagonista di questa difesa è la vasodilatazione dei vasi sanguigni, un sistema che permette agli organi più preziosi, quali cuore e cervello, di non essere mai a corto di ossigeno per poter continuare a funzionare. Questo vuol dire che il corpo, proteggendo gli organi più interni, lascia scoperte e più vulnerabili le parti più esterne del corpo, come mani e piedi. Quando il freddo è intenso e il tuo corpo non è abbastanza coperto oppure è esposto al freddo per tanto tempo, potresti notare la formazione di geloni ai piedi, con arrossamenti e bruciori: è la risposta del tuo corpo che sta cercando di proteggere gli organi più importanti. Oltre al freddo, ci possono essere altre cause del disturbo, ovvero situazioni che possono portare alla vasodilatazione dei capillari: ad esempio, l’utilizzo di farmaci vasocostrittori, il fumo e alcune patologie cardiovascolari periferiche. Come prevenire i geloni ai piedi? Prima di uscire a contatto con l’aria gelida invernale, o prima di passare una giornata in montagna o a sciare, ci sono diversi accorgimenti che puoi adottare per prevenire la formazione di geloni. Indossa calze pesanti, meglio se di lana, e scarpe adatte, calde e impermeabili, soprattutto se devi trascorrere molto tempo all’esterno senza la possibilità di riscaldarti in un posto al chiuso. Inoltre, potresti inserire nelle scarpe delle suole termiche o degli scaldapiedi, per tenere i piedi al caldo il più a lungo possibile. Questi accorgimenti possono risultare ovvi, ma sono spesso in grado di arginare o addirittura prevenire i geloni ai piedi, mantenendoti al caldo durante l’esposizione al freddo esterno. Quali sono i rimedi per i geloni ai piedi? Sei fuori, al freddo, nonostante tutti gli accorgimenti il disturbo è comparso e ti stai chiedendo “come posso curare i geloni ai piedi”? Ricordati che a seconda della gravità del disturbo, puoi adottare diversi rimedi per geloni ai piedi. Nei casi più lievi i geloni tendono a scomparire nell’arco di due-tre giorni, soprattutto se fai attenzione a: Limitare il più possibile l’esposizione al freddo: entra in un posto al chiuso ed evita di stare all’esterno ulteriormente! Riscaldare i piedi con acqua tiepida (non bollente, per evitare lo shock termico) Evitare di irritare le zone colpite con eventuali sfregamenti Utilizzare delle creme e pomate apposite Se ti accorgi che il prurito e il bruciore superano una certa soglia di dolore e i geloni ai piedi persistono, rivolgiti ad uno specialista che ti saprà indicare la cura adatta.
Dall’organizzare una gita in montagna all’andare a sciare, la stagione invernale, grazie alle basse temperature, fornisce davvero tante occasioni per divertirsi... così come per prendersi qualche malanno! Non parliamo solo di febbre e raffreddore, ma anche di possibili problematiche dei piedi. Qualunque attività stia pianificando, ricordati che oltre a cappelli, cappotti e a tutto l’occorrente per ripararti dal freddo, dovresti assicurarti di tenere al caldo anche i tuoi piedi: con l’abbassamento delle temperature, oltre ai canonici malanni di stagione, potrebbero presentarsi anche i geloni, una condizione piuttosto fastidiosa e molto comune. Sei all’aperto, magari da un po’ di tempo, senti freddo e hai una sensazione di dolore e prurito ai piedi? Potrebbe trattarsi dei sintomi iniziali dei geloni ai piedi: se possibile, entra in un posto al chiuso per riacquistare calore corporeo e non sottovalutare le possibili complicazioni. Se non vengono gestiti e curati nella giusta maniera, i geloni possono infatti portare a dei fastidi ben più critici e dolorosi. Cosa sono i geloni ai piedi I geloni ai piedi sono reazioni cutanee molto comuni che tendono a comparire soprattutto con le basse temperature esterne e possono colpire tutti, sia grandi che piccini. Vengono causati da uno sbalzo di temperatura, generalmente da calda a fredda: per via di questo cambiamento, i vasi sanguigni presenti sotto la cute si dilatano e si manifesta con arrossamento, bruciore della pelle gonfiore e possibili vesciche. Quando i geloni si presentano nei bambini, c’è poi il rischio di non accorgersi degli iniziali fastidi provocati dai geloni, dal momento che tendono ad avvertire il freddo più lentamente rispetto agli adulti, o, se sono ancora neonati, non sono in grado di comunicare le loro sensazioni. Proprio per questo, in inverno è importante controllare spesso i piedi dei bambini e proteggerli con calze pesanti. Come riconoscere i geloni ai piedi: i sintomi I sintomi dei geloni ai piedi, per fortuna, si individuano facilmente e si presentano solitamente subito dopo l’esposizione al freddo. I piedi colpiti dai geloni possono presentare: Arrossamento e gonfiore; Dolore; Prurito; Sensazione di intorpidimento e bruciore; Variazione del colore della pelle, da viola a blu scuro. Inoltre, i sintomi dei geloni possono peggiorare se i piedi, dopo essere stati al freddo, entrano a contatto con un ambiente caldo in maniera repentina. Se hai notato che si stanno formando dei geloni alle dita dei piedi, evita di immergerli in una bacinella di acqua bollente e di avvicinarti subito a una fonte di calore, pensando di accelerare il riscaldamento: potresti provocare un’ulteriore dilatazione dei capillari, con il rischio di peggiorare la situazione. Se non vengono trattati in maniera adeguata, i geloni ai piedi possono peggiorare e formare, nei casi più gravi, vesciche e ulcere cutanee, provocando possibili infezioni e complicando notevolmente la guarigione della pelle. Se i tuoi piedi dovessero soffrire di geloni da freddo, corri subito ai ripari, confrontandoti con uno specialista se noti complicazioni. Quali sono le cause dei geloni ai piedi? Il nostro organismo è abituato una temperatura di 37° C e, quando viene esposto ad un cambio di temperatura esterna, cerca di proteggersi attivando una serie di meccanismi. Il principale protagonista di questa difesa è la vasodilatazione dei vasi sanguigni, un sistema che permette agli organi più preziosi, quali cuore e cervello, di non essere mai a corto di ossigeno per poter continuare a funzionare. Questo vuol dire che il corpo, proteggendo gli organi più interni, lascia scoperte e più vulnerabili le parti più esterne del corpo, come mani e piedi. Quando il freddo è intenso e il tuo corpo non è abbastanza coperto oppure è esposto al freddo per tanto tempo, potresti notare la formazione di geloni ai piedi, con arrossamenti e bruciori: è la risposta del tuo corpo che sta cercando di proteggere gli organi più importanti. Oltre al freddo, ci possono essere altre cause del disturbo, ovvero situazioni che possono portare alla vasodilatazione dei capillari: ad esempio, l’utilizzo di farmaci vasocostrittori, il fumo e alcune patologie cardiovascolari periferiche. Come prevenire i geloni ai piedi? Prima di uscire a contatto con l’aria gelida invernale, o prima di passare una giornata in montagna o a sciare, ci sono diversi accorgimenti che puoi adottare per prevenire la formazione di geloni. Indossa calze pesanti, meglio se di lana, e scarpe adatte, calde e impermeabili, soprattutto se devi trascorrere molto tempo all’esterno senza la possibilità di riscaldarti in un posto al chiuso. Inoltre, potresti inserire nelle scarpe delle suole termiche o degli scaldapiedi, per tenere i piedi al caldo il più a lungo possibile. Questi accorgimenti possono risultare ovvi, ma sono spesso in grado di arginare o addirittura prevenire i geloni ai piedi, mantenendoti al caldo durante l’esposizione al freddo esterno. Quali sono i rimedi per i geloni ai piedi? Sei fuori, al freddo, nonostante tutti gli accorgimenti il disturbo è comparso e ti stai chiedendo “come posso curare i geloni ai piedi”? Ricordati che a seconda della gravità del disturbo, puoi adottare diversi rimedi per geloni ai piedi. Nei casi più lievi i geloni tendono a scomparire nell’arco di due-tre giorni, soprattutto se fai attenzione a: Limitare il più possibile l’esposizione al freddo: entra in un posto al chiuso ed evita di stare all’esterno ulteriormente! Riscaldare i piedi con acqua tiepida (non bollente, per evitare lo shock termico) Evitare di irritare le zone colpite con eventuali sfregamenti Utilizzare delle creme e pomate apposite Se ti accorgi che il prurito e il bruciore superano una certa soglia di dolore e i geloni ai piedi persistono, rivolgiti ad uno specialista che ti saprà indicare la cura adatta.